ANBAIRD ESPERIENZE E IDEE
CON GLI OCCHI DI UOMINI LIBERI
Bardo Raro

Teghe Mentali


Sai cos'è una tega?

E' una botta, un colpo, un cartone.

Una tega mentale, lo si capisce dall'assonanza, è una sega mentale: un vagare di pensieri, una cerca di costrutti per provare l'esistenza di una realtà diversa che, nonostante le evidenze, non esiste.

Hai presente quando vedi un'immagine e ti costruisci "il film"?

Come quando quel pezzo di merda ha guardato la tua ragazza, o ragazzo se preferisci, e già li vedi a copulare come bonobo assatanati...

Ciò che troverai in queste pagine elettroniche, spero, sono le mie teghe mentali con la assoluta presunzione che le troverai interessanti; il che è già di per se una contraddizione di termini dato che la tega è di per se futile, inutile ed effimera.

Ora ti stai già chiedendo perchè io perda tempo e neuroni per scrivere roba futile e inutile ( mentre dovresti chiederti perchè TU la stia leggendo) nevvero?

Il fatto è che, finalmente, in una feroce adunanza tra Bardi ho capito (abbiamo capito?) cos'è quell'assurdo malessere che fa da sottofondo ai quieti periodi di veglia dei nostri giorni terreni.

Si tratta di una inmisurabile carica empatica nella quale tutti, più o meno consapevolmente, siamo avvolti, quella cosa che qualcuno più saggio di me ha definito come "lo spirito del tempo".

Ogni periodo storico, ogni era o epoca hanno il loro spirito, ora qui, adesso in europa meridionale posso tranquillamente dirti che "lo spirito del tempo" nel quale siamo pervasi è quello che vent'anni or sono Andrea Pazienza ha definito come "il segno di una resa invincibile".

E' quel lasciarsi andare, quella rinuncia a combattere, quel fermarsi di fronte ai disastri della vita, quella immobile rassegnazione dell'attaccarsi a certezze, a punti di gravità permanente quando ben sappiamo che tutto è sempre in movimento e che il centro non esiste (non in questo piano dimensionale almeno).

Come se nella sconfitta ci fosse qualcosa di disdicevole, innominabile, umiliante. Come se essere primi, vincere, cavalcare l'onda, fosse l'unico modo di essere...ma figuriamoci...

L'onda ha sempre il suo corso, la sua parabola: l'onda arriva, cresce e decade.

Se perdi un'onda puoi starne certo che ne arriva un'altra, magari non è grossa come la prima ma pur sempre un'onda è.

E quando sei sull'onda e la cavalchi, la domini, lasciandoti trasportare dall'adrenalina non dimenticare che l'onda inevitabilmente chiuderà su di te le sue fauci e ti sbatterà sotto di brutto...e poi riemergerai naturalmente e aspetterai un'altra onda nel felice gioco di alti e bassi che è la vita.

E se le onde smettono e si fa bonaccia? Se sotto sul fondo c'è uno squalo e uno scoglio?

Nel primo caso non ti resta che stenderti al sole e goderti lo sciabordio delle onde e il calore del sole, magari, già che ci sei ti fai una dormitina.

Nel secondo caso, non ti crucciare, tecnicamente sei morto e questa è un'altra storia o se preferisci, un'altra vita.

Se non sai cos'è un bonobo o chi è Andrea Pazienza usa un motore di ricerca che è meglio dell'Oracolo di Delfi.

CITAZIONE

"Charlie non fa il surf" ( Apocalipse Now di Francis Ford Coppola ).



 
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